E-commerce

Shopify per principianti: come aprire il primo negozio

un banchetto da mercato in miniatura di legno chiaro con una tenda di stoffa verde acqua e scaffali vuoti, su una scrivania di legno, sfondo blu notte

Shopify è la piattaforma più usata per aprire un negozio online senza saper programmare: si paga un canone mensile e si ottiene un sito con carrello, pagamenti, gestione ordini e un tema grafico già pronto. Aprire il negozio è la parte facile, e si fa in un pomeriggio. Quello che richiede tempo è tutto il resto: prodotti, fotografie, pagine legali, adempimenti e soprattutto clienti.

Sotto trovi i prezzi dei piani in Italia con le commissioni sulle carte, i passaggi per aprire il primo negozio senza errori, gli obblighi di legge e il motivo per cui molti negozi Shopify nuovi restano a zero ordini.

Quanto costa Shopify in Italia

PianoCanone con pagamento annualeCanone con pagamento mensileCommissione carte (Shopify Payments)
Basic19 euro/mese27 euro/mese1,9% + 0,25 euro
Grow56 euro/mese74 euro/mese1,8% + 0,25 euro
Advanced289 euro/mese384 euro/mese1,6% + 0,25 euro

Prezzi rilevati sulla pagina ufficiale dei prezzi di Shopify Italia a settembre 2026. Per chi inizia, il piano Basic è sufficiente. Shopify offre in genere una prova gratuita di pochi giorni e poi alcuni mesi a 1 euro: utile per costruire il negozio con calma, ma il canone pieno arriva prima delle prime vendite. Se usi un sistema di pagamento esterno invece di Shopify Payments, si aggiunge una commissione di transazione (2% sul piano Basic). Su come confrontiamo i costi delle piattaforme, vedi come valutiamo le piattaforme.

Ai costi del piano vanno aggiunti il dominio (10-20 euro l'anno), eventuali app a pagamento e un tema premium se quello gratuito non basta. Un conto realistico per il primo anno sta tra 250 e 500 euro, senza contare la pubblicità.

Aprire il primo negozio passo dopo passo

  1. Crea l'account e scegli un tema gratuito: cambiarlo dopo è semplice, quindi non serve perderci giorni.
  2. Collega un dominio tuo (es. nomenegozio.it) invece dell'indirizzo gratuito myshopify.com, che ispira meno fiducia.
  3. Carica i primi prodotti con fotografie chiare, descrizioni specifiche e prezzi già comprensivi di IVA, spedizione e commissioni.
  4. Configura pagamenti, zone e tariffe di spedizione: sono le impostazioni che generano più errori e più reclami.
  5. Prepara le pagine obbligatorie: condizioni di vendita, diritto di recesso, privacy e cookie, dati dell'impresa con partita IVA.
  6. Fai un ordine di prova completo, dal carrello alla email di conferma, prima di pubblicare il negozio.

Se non hai prodotti tuoi, Shopify si collega ad app di dropshipping e di print on demand, e permette anche di vendere prodotti digitali con un'app dedicata.

Cosa richiede la legge in Italia

Un negozio online che vende in modo continuativo è un'attività commerciale: serve la partita IVA con il codice attività del commercio elettronico, l'iscrizione alla Camera di Commercio e, per la vendita di beni, la comunicazione al Comune. Il sito deve riportare i dati dell'impresa, le condizioni di vendita e l'informativa sul diritto di recesso di 14 giorni previsto dal Codice del consumo. Il regime forfettario è spesso la scelta iniziale, ma con margini sottili va verificato con un commercialista. Shopify fornisce modelli di pagine legali, che però vanno adattati e controllati: non sono pensati sulla normativa italiana.

Il problema vero: il traffico

Un negozio Shopify nuovo non riceve visite da solo. A differenza di Etsy o Amazon, non c'è un pubblico interno alla piattaforma: ogni visitatore va portato con la pubblicità, i social, i contenuti o una newsletter. È il motivo per cui molti negozi aperti con entusiasmo chiudono dopo pochi mesi con zero ordini e qualche centinaio di euro di canoni pagati.

Per chi non ha ancora un pubblico, partire da un marketplace come Etsy e aprire un negozio Shopify solo quando le vendite ci sono può essere più prudente.

Diffida di chi vende "negozi Shopify già pronti" con prodotti definiti vincenti, o di chi promette di "far esplodere le vendite" con pacchetti di app e recensioni. Un negozio pronto costa poco a chi lo vende perché è una copia di un modello generico. Attenzione anche alle email che imitano Shopify per chiedere di "verificare il negozio" o aggiornare i dati di pagamento: entra sempre dal sito ufficiale, mai dal link nella email. Vedi Attenzione alle truffe.

Shopify o un'alternativa

  • Shopify. Adatto a chi vuole vendere prodotti fisici in modo serio e preferisce pagare un canone piuttosto che gestire la parte tecnica.
  • WooCommerce. Gratuito come plugin di WordPress, ma richiede hosting, manutenzione e un po' di competenza tecnica: conviene a chi ha già un sito o un blog.
  • Etsy o altri marketplace. Nessun canone e un pubblico già presente, in cambio di commissioni più alte e meno controllo sul marchio.
  • Piattaforme per prodotti digitali. Per file, corsi e template, strumenti come Gumroad o Payhip costano meno e gestiscono anche l'IVA estera.

Da dove iniziare

Prima di aprire Shopify, verifica di avere tre cose: un prodotto con un margine che regge commissioni e spedizione, un'idea concreta di come porterai le prime visite, e un budget per almeno 6-12 mesi di canoni. Se manca una delle tre, un marketplace è un test meno costoso. Per la prima, i criteri sono nella guida su come scegliere il prodotto giusto.

Shopify rende facile aprire un negozio, non riempirlo di clienti: il canone parte da 19-27 euro al mese sul piano Basic, e un primo anno realistico costa 250-500 euro prima della pubblicità. Conviene quando hai già un prodotto che vende o un pubblico da portare sul negozio, molto meno come punto di partenza da zero. Il canone però è solo una delle voci: il conto completo, contributi compresi, è in quanto costa aprire un e-commerce in Italia.