E-commerce

Come scegliere il prodotto giusto per un e-commerce da zero

una lente d'ingrandimento in ottone con il manico di legno appoggiata su un tavolo scuro

La ricerca del "prodotto vincente" è il punto in cui molti e-commerce si fermano prima di partire, o partono con la scelta sbagliata. Il prodotto giusto non si trova in una lista comprata online: si trova escludendo, uno dopo l'altro, quelli che non reggono i conti, la spedizione o le regole.

Questa guida è per chi vuole aprire un piccolo negozio online, con merce propria, in dropshipping o su un marketplace, e propone cinque filtri pratici da applicare prima di spendere un euro in merce o in pubblicità.

Perché partire dai filtri e non dalle idee

Le idee di prodotto non mancano mai: mancano quelle che sopravvivono a un conto onesto. Un oggetto che piace a tutti ma pesa tre chili, si rompe in viaggio o richiede una certificazione può affondare un negozio anche se vende. Applicare i filtri in ordine fa risparmiare tempo, perché i primi tre eliminano la maggior parte delle idee in pochi minuti.

I cinque filtri per scegliere un prodotto, in ordine: domanda verificabile, margine dopo tutti i costi, spedizione semplice, nessuna regola di settore pesante, pochi resi. Un prodotto va avanti solo se supera tutti i filtri Cinque filtri, in quest'ordine: un'idea passa al successivo solo se supera il precedente 1. Domanda qualcuno lo cerca e lo compra già, tutto l'anno o in una stagione nota 2. Margine resta qualcosa dopo merce, spedizione, commissioni e pubblicità 3. Spedizione leggero, piccolo, non fragile 4. Regole niente certificazioni o notifiche 5. Resi niente taglie, poca assistenza I primi tre filtri si applicano in pochi minuti e scartano la maggior parte delle idee.
Cinque filtri in ordine: domanda, margine, spedizione, regole di settore, resi. Un prodotto va avanti solo se li supera tutti Cinque filtri, in quest'ordine 1. Domanda qualcuno lo cerca e lo compra già 2. Margine dopo tutti i costi, pubblicità inclusa 3. Spedizione leggero, piccolo, non fragile 4. Regole niente certificazioni 5. Resi niente taglie I primi tre scartano quasi tutte le idee.

Filtro 1: la domanda esiste già

Un negozio nuovo non ha le risorse per creare un bisogno: deve intercettare qualcuno che sta già cercando. La verifica si fa con strumenti gratuiti. I suggerimenti di ricerca che compaiono digitando su Google, Amazon ed Etsy mostrano cosa scrivono davvero le persone; Google Trends mostra se l'interesse è stabile, in calo o concentrato in una stagione; il numero di recensioni dei prodotti concorrenti sui marketplace dà un'idea, approssimativa, di quanto vendono.

Se non trovi nessuno che vende quel prodotto, raramente è un'occasione: più spesso significa che nessuno lo compra. Lo stesso metodo, applicato ai contenuti, è nella guida a come scegliere la nicchia di un blog o di un canale.

Filtro 2: il margine dopo tutti i costi

Il margine non è la differenza tra prezzo di vendita e costo della merce. Da quel prezzo vanno tolti spedizione, commissioni di pagamento o del marketplace, imballo, resi e, se il traffico è a pagamento, il costo della pubblicità per ogni vendita, che spesso vale tra il 30 e il 40% del prezzo, come si vede nel conto voce per voce del dropshipping.

Un esempio con cifre indicative: un oggetto venduto a 30 euro che costa 8 euro, più 4 di spedizione, circa 1 euro di commissioni e 10-12 euro di pubblicità per ogni ordine, lascia tra 5 e 7 euro prima delle tasse. Per questo nel commercio online circola una regola pratica: il prezzo di vendita dovrebbe essere almeno tre volte il costo del prodotto. Non è una legge, ma un prodotto che non ci arriva difficilmente regge la pubblicità. Sotto i 15-20 euro di prezzo il conto si chiude solo con ordini da più pezzi o con un pubblico che arriva senza pagare.

Filtro 3: la spedizione

Peso, ingombro e fragilità decidono il costo di ogni ordine più di quanto sembri. Un oggetto piccolo e leggero entra in una busta e viaggia a pochi euro; un oggetto voluminoso paga lo spazio che occupa sul furgone anche se pesa poco; un oggetto di vetro o ceramica richiede imballi costosi e genera rotture da rimborsare. Per chi inizia, il prodotto ideale entra in una scatola da scarpe e sopravvive a una caduta.

Se il fornitore è fuori dall'Unione europea, ogni pacco paga anche dazio e commissioni fisse: il dettaglio è nella guida al dropshipping in Italia.

Filtro 4: le regole di settore

Ogni prodotto venduto ai consumatori deve essere sicuro e riportare i dati del fabbricante, ma alcune categorie hanno obblighi molto più pesanti, che per un principiante significano costi e tempi fuori portata.

  • Cosmetici. Richiedono una valutazione della sicurezza, una persona responsabile nell'UE e la notifica nel portale europeo CPNP prima della vendita.
  • Integratori e alimenti. Gli integratori vanno notificati al ministero della Salute prima della vendita, e per tutti gli alimenti valgono regole su etichetta, conservazione e registrazione sanitaria di chi li vende.
  • Giocattoli ed elettronica. Marcatura CE con documentazione tecnica, e per l'elettronica gli obblighi sui rifiuti elettronici.
  • Prodotti di marca. Rivenderli richiede l'autorizzazione o un canale di acquisto ufficiale; i "dupe" a basso prezzo sono spesso contraffazioni, e la responsabilità è di chi vende.

Non sono settori vietati, ma conviene arrivarci dopo, con un negozio già avviato e un consulente, non con il primo prodotto.

Filtro 5: resi e assistenza

Ogni acquisto online può essere restituito entro 14 giorni, e alcune categorie tornano indietro molto più di altre. Abbigliamento e scarpe sono l'esempio classico, perché le taglie non corrispondono mai del tutto; i prodotti tecnici generano domande e contestazioni; quelli che non si capiscono dalla foto deludono all'apertura del pacco. Un prodotto semplice, senza taglie, che fa una cosa chiara e si capisce dalla foto, riduce resi e messaggi.

Un vantaggio da cercare, invece, è l'acquisto ripetuto: ricariche, consumabili, accessori di un oggetto che il cliente ha già. Un cliente che torna non costa una seconda volta in pubblicità.

Le liste di "prodotti vincenti" vendute a pagamento e gli strumenti che promettono di trovarli in automatico mostrano quasi sempre prodotti che stanno già vendendo molto, cioè quelli dove la concorrenza e il costo della pubblicità sono già saliti. Quando un prodotto compare in una lista pubblica, il momento migliore per venderlo è di solito passato. Vedi Attenzione alle truffe.

Come testare prima di comprare

  1. Scrivi le idee che superano i cinque filtri e tienine al massimo tre.
  2. Ordina un campione di ciascuna e controlla qualità, imballo e tempi.
  3. Calcola il margine con i costi reali del campione, non con quelli della scheda del fornitore.
  4. Metti in vendita in piccolo, su un marketplace o con un budget di prova contenuto, e misura le visite prima delle vendite.
  5. Compra uno stock solo per il prodotto che vende già, e in quantità piccole.

Il prodotto giusto per un e-commerce da zero non è il più originale né quello che va di moda, ma quello che supera cinque filtri concreti: domanda già esistente, margine dopo tutti i costi, spedizione semplice, nessuna regola di settore pesante e pochi resi. Conviene applicarli in quest'ordine a ogni idea e testarne poche con un campione in mano, prima di spendere in merce o in pubblicità. Su quanto aspettarsi dopo l'apertura, vedi quanto tempo serve prima delle prime vendite.