E-commerce

Etsy: come funziona, cosa vendere, quanto si guadagna

un gomitolo di spago di juta naturale appoggiato su un banco di legno chiaro, in primo piano a fuoco, sfondo scuro sfocato

Etsy è il marketplace di riferimento per l'artigianato, il vintage e i prodotti digitali creativi. Ha un pubblico internazionale già formato che cerca proprio quel tipo di oggetti, ed è il suo vantaggio principale. Lo svantaggio è che tra le varie commissioni trattiene una fetta della vendita più alta di quanto la maggior parte di chi apre un negozio si aspetta.

Questa guida spiega cosa si può vendere, quali sono tutte le commissioni, quanto resta su una vendita reale e quando scatta l'obbligo di partita IVA.

Cosa si può vendere su Etsy

Etsy ammette tre categorie: oggetti fatti a mano da chi li vende (o disegnati da chi li vende e prodotti con l'aiuto di terzi dichiarati), oggetti vintage di almeno 20 anni, e materiali per hobby e creatività. A questi si aggiungono i prodotti digitali: stampabili, planner, pattern, template, risorse grafiche. I prodotti digitali sono la parte più scalabile, perché non richiedono produzione e spedizione a ogni ordine, ed è spesso da lì che conviene partire per capire come funziona la piattaforma. Alcuni servizi creativi sono ammessi se producono un file da consegnare: le regole sono nella guida ai servizi digitali su Etsy.

Non è ammessa la rivendita di prodotti industriali comprati per rivenderli: quello è il territorio di altri marketplace, trattati separatamente nel blocco su come rivendere online.

Tutte le commissioni, una per una

VoceQuantoSu cosa si calcola
Inserzione0,17 € per prodottoOgni inserzione dura 4 mesi, poi si rinnova
Commissione di transazione6,5%Prezzo del prodotto più spedizione
Elaborazione del pagamentoCirca 4% + 0,30 €Totale dell'ordine (tariffa Italia)
Offsite Ads15% (12% oltre 10.000 $/anno)Solo sulle vendite arrivate da un annuncio Etsy, entro 30 giorni dal clic
Conversione valuta2,5%Se la valuta di pagamento è diversa da quella dell'inserzione

Senza Offsite Ads, Etsy trattiene circa il 10-15 per cento del valore della vendita. Con Offsite Ads attivi su quella vendita si arriva al 25-30 per cento. I negozi che superano 10.000 dollari di vendite negli ultimi 12 mesi vengono iscritti automaticamente a Offsite Ads con l'aliquota ridotta al 12 per cento e senza possibilità di uscirne.

Un esempio di conto su una vendita

Cifre illustrative su un oggetto venduto a 25 euro con 5 euro di spedizione, pagato in euro, senza Offsite Ads:

  • Incasso lordo. 30 euro (prodotto più spedizione).
  • Transazione 6,5%. Circa 1,95 euro.
  • Pagamento 4% + 0,30. Circa 1,50 euro.
  • Inserzione. 0,17 euro.
  • Restano circa 26,40 euro, da cui vanno tolti il costo dei materiali, l'imballo, la spedizione reale e il tuo tempo.

Se quella stessa vendita fosse arrivata da un annuncio Etsy, il 15 per cento di Offsite Ads su 30 euro (4,50 euro) porterebbe il netto attorno a 22 euro. Il criterio con cui valutiamo un marketplace e le sue commissioni è in come valutiamo le piattaforme.

Offsite Ads: la voce che sorprende

Offsite Ads è il meccanismo con cui Etsy promuove i tuoi prodotti su Google, Facebook e Instagram e, se la vendita arriva da uno di quei clic entro 30 giorni, trattiene una commissione extra. Per i negozi piccoli è facoltativo e si può disattivare; per quelli sopra i 10.000 dollari annui è obbligatorio. Va messo in conto nel prezzo di vendita: se il margine regge solo senza Offsite Ads, il negozio non è sostenibile appena cresce.

Aprire un negozio Etsy è gratuito: si pagano solo le commissioni sulle vendite e i 0,17 euro per inserzione. Diffida di chi vende "corsi per sbloccare l'algoritmo di Etsy", pacchetti di recensioni o servizi per "far partire il negozio" a pagamento anticipato: le recensioni si possono lasciare solo dopo un acquisto reale, e comprarle è vietato. Fai attenzione anche alle email che imitano Etsy chiedendo di "verificare il negozio" con un link. Vedi Attenzione alle truffe.

Partita IVA per chi vende su Etsy

Il criterio non è quanto vendi, ma con quale regolarità. Chi mette in vendita prodotti su Etsy in modo continuativo svolge un'attività commerciale abituale e ha l'obbligo di aprire la partita IVA, a prescindere dagli importi, con iscrizione alla Camera di Commercio. Le commissioni Etsy verso un venditore con partita IVA italiana seguono il meccanismo del reverse charge; senza partita IVA, l'IVA su quelle commissioni resta a carico tuo. Il regime forfettario è spesso la scelta iniziale. Il dettaglio sull'aprire il negozio dall'Italia, con codici ATECO, IVA OSS e spedizioni, è nel pezzo dedicato ad aprire un negozio Etsy dall'Italia.

Da dove iniziare

Si sceglie una nicchia stretta (non "decorazioni per la casa" ma un tipo specifico di oggetto con uno stile riconoscibile), si preparano foto curate e ben illuminate, si scrivono titoli e descrizioni con le parole che le persone cercano davvero. Conviene aprire con almeno 10-20 inserzioni, non con due o tre: un negozio quasi vuoto converte poco. E si costruisce il prezzo partendo dal costo pieno (materiali, tempo, tutte le commissioni, Offsite Ads inclusi) più il margine, non sconfinando verso il basso per "essere competitivi".

Etsy presta un pubblico internazionale già interessato all'artigianato e ai prodotti creativi, ma tra transazione, pagamento e Offsite Ads trattiene dal 10-15 per cento fino al 25-30 per cento della vendita. Il prezzo va costruito tenendo conto di tutte le commissioni fin dall'inizio, e vendere con regolarità richiede la partita IVA a prescindere dagli importi. Sui tempi di attesa dopo l'apertura del negozio, vedi quanto serve prima delle prime vendite.