Ricevere e gestire i pagamenti

Come gestire più valute quando lavori con clienti esteri

tre barattoli di vetro vuoti allineati su una mensola di legno chiaro, alcune monete lisce accanto, in primo piano a fuoco, luce naturale morbida, sfondo sfocato

Appena arriva il primo cliente pagato in dollari o in sterline, si apre una domanda che con i clienti italiani non esiste: cosa faccio con questa valuta? La converto subito in euro, la tengo da parte, in che valuta conviene fare la fattura? Sono decisioni che sembrano tecniche ma che, su volumi anche modesti, incidono sul guadagno reale.

Non serve diventare esperti di mercati valutari. Bastano alcuni principi e uno strumento adatto per evitare gli errori più costosi: convertire nel momento sbagliato, pagare più commissioni del necessario e trovarsi con la contabilità disallineata.

In che valuta conviene fatturare

La valuta della fattura decide chi si prende il rischio di cambio tra il momento dell'accordo e quello dell'incasso.

Fatturi in euro: il cliente estero sa esattamente quanto paga in euro, e se la sua valuta si indebolisce è un problema suo, non tuo. È la scelta più comoda per te, ma alcuni clienti preferiscono un prezzo nella propria valuta e potresti risultare meno competitivo.

Fatturi nella valuta del cliente (dollari, sterline): il prezzo è chiaro per lui, ma il rischio di oscillazione lo tieni tu. Se accetti un incarico da 2.000 dollari e alla consegna, un mese dopo, il dollaro si è indebolito del 3%, incassi 60 euro in meno del previsto (o 60 in più, se si è rafforzato).

Regola pratica: per lavori brevi, dove tra preventivo e incasso passano pochi giorni, la valuta conta poco e puoi assecondare il cliente. Per progetti lunghi o contratti continuativi, fattura in euro oppure inserisci nell'accordo un adeguamento se il cambio si muove oltre una certa soglia.

Convertire subito o tenere il saldo in valuta

L'istinto è convertire ogni incasso in euro appena arriva. Non sempre è la scelta migliore.

Conviene convertire subito se ti serve quella liquidità per spese in euro a breve, se l'importo è piccolo, o se semplicemente non vuoi pensarci: la certezza vale il piccolo costo.

Conviene tenere il saldo in valuta se hai anche spese in quella valuta (fornitori, software, pubblicità su piattaforme estere): pagarle direttamente dal saldo in dollari evita due conversioni. Ha senso anche accumulare e convertire a blocchi, per ridurre il numero di operazioni con commissione, come visto in le commissioni nascoste nei pagamenti internazionali.

Quello che non conviene mai è provare a "indovinare il momento giusto" tenendo grandi somme in valuta nella speranza che il cambio migliori: è speculazione, non gestione, e il tuo lavoro non è fare trading sul forex.

Il conto multivaluta: a cosa serve

Un conto multivaluta permette di detenere e movimentare saldi in valute diverse dentro lo stesso conto, e di solito fornisce coordinate bancarie locali in ciascuna valuta principale: un IBAN per gli euro, un conto con routing number per i dollari, coordinate britanniche per le sterline.

Il vantaggio pratico è doppio. Primo, il cliente estero ti paga con un trasferimento interno al suo paese, molto più economico e veloce di un bonifico internazionale. Secondo, decidi tu quando convertire, pagando una commissione dichiarata sul tasso reale invece di un markup nascosto.

Lo offrono servizi come Wise e Revolut, oltre ad alcuni conti business. Il confronto dei costi tra le opzioni principali è in Wise, Revolut o PayPal. Va tenuto presente che alcuni di questi servizi sono istituti di moneta elettronica e non banche: utile per operare, meno adatto a tenerci parcheggiati i risparmi.

Un esempio di calcolo su un contratto in dollari

Accetti un progetto da 3.000 dollari, pagabile a fine lavoro tra sei settimane. Al momento dell'accordo il cambio è 1,08 dollari per euro, quindi ti aspetti circa 2.778 euro.

  • Il cliente paga con bonifico internazionale sul tuo conto italiano. Alla consegna il cambio è 1,11 (dollaro più debole): 2.703 euro teorici. La banca applica un markup del 3% e trattenute varie: incassi circa 2.580 euro.
  • Il cliente paga sulle tue coordinate USD di un conto multivaluta. Ricevi 3.000 dollari netti. Aspetti che il cambio torni vicino a 1,08 e converti pagando lo 0,4%: incassi circa 2.767 euro. Se invece converti subito a 1,11, incassi circa 2.692 euro.

La differenza tra il caso peggiore e quello migliore è di quasi 190 euro su un solo contratto, e deriva in parte dalle commissioni e in parte dall'aver potuto scegliere il momento della conversione invece di subirlo.

Diffida dei clienti che propongono di gestire i pagamenti tramite un "intermediario" o un conto di terzi che devi aprire tu. Ricevere denaro sul proprio conto per poi rigirarlo a qualcun altro, dietro compenso, è uno schema di riciclaggio in cui il "money mule" è l'unico soggetto rintracciabile e perseguibile. Nessun cliente legittimo ha bisogno che tu faccia da tramite per i suoi soldi. Se una proposta di lavoro ruota attorno al movimento di denaro più che attorno al servizio che offri, fermati e verifica su Attenzione alle truffe.

Registrare tutto correttamente in euro

Sul piano fiscale, i compensi in valuta vanno comunque contabilizzati in euro. La regola generale: la fattura emessa in valuta estera si registra convertendo l'importo al cambio del giorno di emissione (si usa di norma il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea pubblicato quel giorno).

Se poi incassi a un cambio diverso, la differenza tra il valore contabilizzato e quello effettivamente ricevuto genera una differenza di cambio, che a seconda dei casi è una sopravvenienza attiva o passiva. Per chi è in regime forfettario la gestione è semplificata, ma il principio di conversione alla data della fattura resta. Se i movimenti in valuta diventano frequenti, è il tipo di cosa da impostare bene con il commercialista fin dall'inizio.

Nota a parte: detenere somme su conti esteri sopra certe soglie fa scattare obblighi di monitoraggio nella dichiarazione dei redditi. Se usi conti multivaluta con IBAN non italiano, verifica la tua posizione.

Gestire più valute bene significa scegliere consapevolmente in che valuta fatturare, non convertire a ogni incasso e usare un conto multivaluta per farsi pagare con trasferimenti locali, senza mai trasformare i saldi in valuta in una scommessa sul cambio. Per progetti lunghi fattura in euro o prevedi un adeguamento; per le spese in valuta paga dal saldo corrispondente; registra sempre i compensi in euro al cambio del giorno della fattura. Per il quadro degli strumenti, vedi come funziona Wise per i pagamenti esteri.