Vendere software o plugin: come funziona questo mercato di nicchia
Vendere software sembra il prodotto digitale perfetto: lo scrivi una volta e lo vendi all'infinito. Chi ci prova scopre presto che un plugin o un'app non si finisce mai, perché ogni aggiornamento di WordPress, di Shopify o di un sistema operativo può romperlo, e chi l'ha comprato si aspetta che funzioni anche il mese dopo.
Questa guida è per chi sa programmare, anche a livello intermedio, e vuole capire dove si vende il software di piccola scala, quanto trattengono i canali, come funzionano le licenze e quanto si guadagna in modo realistico.
Cosa si vende in questo mercato
Il mercato del software venduto da singoli o da piccoli team è fatto quasi tutto di prodotti che si agganciano a una piattaforma più grande: plugin e temi per WordPress, app per i negozi Shopify, estensioni per browser, componenti e script per altri sviluppatori, piccole app per smartphone. Più raro, e più difficile, il programma autonomo da installare sul computer.
Il vantaggio di agganciarsi a una piattaforma è che i clienti esistono già e cercano esattamente quella funzione. Lo svantaggio è che dipendi dalle sue regole: un cambio di policy o una funzione aggiunta dalla piattaforma stessa può azzerare il tuo prodotto da un giorno all'altro. Chi programma e cerca invece lavori su commissione trova i canali nella guida allo sviluppo web freelance.
Dove si vende e quanto trattengono
I canali si dividono in due famiglie: i marketplace, che portano clienti e trattengono una quota alta, e le piattaforme di pagamento, che incassano per te ma non portano nessuno. Le cifre sono quelle pubblicate dalle piattaforme a ottobre 2026.
| Piattaforma | Guadagno stimato | Tempo richiesto | Affidabilità |
|---|---|---|---|
| CodeCanyon e ThemeForest (Envato) | Resta il 50% del prezzo a tutti gli autori, dal luglio 2026 | Alto: revisione all'ingresso e assistenza agli acquirenti | |
| Shopify App Store | Resta il 100% fino a 1 milione di dollari incassati in totale, poi l'85%; 19 dollari una tantum per registrarsi | Alto: revisione tecnica e requisiti stringenti | |
| App Store e Google Play | Resta in genere l'85% sotto il milione di dollari l'anno, con i programmi per piccoli sviluppatori | Alto: revisione di ogni versione; Apple costa 99 dollari l'anno | |
| Freemius (plugin e temi WordPress) | Dal 6,1% + 0,50 dollari a vendita trattenuti, a scalare con il fatturato | Medio: integrazione nel codice, poi automatica | |
| Paddle e Lemon Squeezy | Trattengono il 5% + 0,50 dollari a vendita | Basso da configurare, ma il traffico lo porti tu |
Il caso Envato merita una nota. Fino a giugno 2026 gli autori esclusivi tenevano dal 62,5% all'87,5% di ogni vendita in base al fatturato; dal 1° luglio Envato ha tolto l'esclusiva e portato tutti al 50%. Per chi parte oggi significa una quota bassa ma anche la libertà di vendere lo stesso prodotto altrove. Le piattaforme dell'ultima riga, come Gumroad e le alternative simili, agiscono da merchant of record: sono loro il venditore formale verso il cliente e gestiscono l'IVA dei vari Paesi. Il criterio con cui valutiamo questi servizi è in come valutiamo le piattaforme.
Licenze annuali e versione gratuita
La maggior parte del software di piccola scala non si vende più una volta sola. Il modello prevalente è la licenza annuale: il cliente paga per un anno di aggiornamenti e assistenza, e rinnova se vuole continuare a riceverli. È l'unico modo per finanziare il lavoro di manutenzione, che non finisce mai.
Nel mondo WordPress il percorso tipico parte da una versione gratuita pubblicata nella directory ufficiale dei plugin, che porta installazioni e visibilità, e da una versione a pagamento con le funzioni avanzate. C'è un dettaglio che sorprende chi arriva da altri settori: il codice dei plugin WordPress ricade sotto la licenza GPL, che permette a chi lo compra di modificarlo e ridistribuirlo. Quello che vendi davvero non è il file, che chiunque potrebbe copiare, ma gli aggiornamenti, l'assistenza e la fiducia che il prodotto continuerà a funzionare.
Quanto si guadagna
La distribuzione dei guadagni è molto squilibrata. La grande maggioranza dei plugin e delle piccole app a pagamento vende poco o nulla; una parte guadagna tra 50 e 500 euro al mese dopo un anno o due di lavoro; poche arrivano a cifre che sostituiscono uno stipendio, quasi sempre perché risolvono un problema preciso per un pubblico professionale disposto a pagare.
Il tempo richiesto è alto anche dopo il lancio. Assistenza agli utenti, compatibilità con ogni nuova versione della piattaforma, correzioni di sicurezza e documentazione occupano spesso più ore dello sviluppo iniziale. Un prodotto che vende ma non viene seguito perde recensioni e rinnovi nel giro di pochi mesi.
Diffida dei pacchetti di "software con diritti di rivendita" (PLR o master resell rights) e dei siti che offrono versioni premium di plugin a prezzo stracciato: il codice rivenduto in blocco non ha valore sul mercato, e le versioni "nulled" contengono spesso codice malevolo che finisce nei siti dei tuoi clienti. Anche i corsi che promettono un'app redditizia "senza saper programmare" vendono soprattutto il corso. Vedi Attenzione alle truffe.
IVA e fisco
Per il fisco europeo il software scaricato è un servizio elettronico: quando lo vendi a un consumatore di un altro Paese UE si applica in linea generale l'IVA del Paese del cliente, da versare con il regime OSS. È la ragione principale per cui chi parte usa un marketplace o un merchant of record, che si occupano dell'IVA al posto tuo.
Vendere licenze con regolarità è un'attività economica e richiede la partita IVA, a prescindere dagli importi. Il regime agevolato dei compensi da diritto d'autore, che pure tutela il software come opera dell'ingegno, non si applica in automatico alla vendita continuativa di licenze a molti clienti: l'inquadramento va deciso con un commercialista prima delle prime vendite, non dopo.
Da dove iniziare
- Parti da un problema che conosci perché lo hai avuto tu o un tuo cliente, su una piattaforma che usi ogni giorno.
- Controlla nel marketplace della piattaforma quante soluzioni esistono già e cosa lamentano gli utenti nelle recensioni negative.
- Pubblica una prima versione piccola, anche gratuita, per raccogliere installazioni e richieste.
- Aggiungi una versione a pagamento con licenza annuale solo quando qualcuno chiede funzioni in più.
- Metti in conto fin da subito un'ora a settimana per assistenza e aggiornamenti, anche con pochi clienti.
Nel software di piccola scala non si vende un file ma una promessa di manutenzione: la licenza annuale e la versione gratuita sono il modello che regge, e il guadagno arriva solo se il prodotto resta compatibile e assistito nel tempo. Il punto di partenza più solido è un plugin o un'app che risolve un problema stretto su una piattaforma che conosci, venduto all'inizio attraverso il suo marketplace ufficiale. Se invece vuoi vendere file che non richiedono manutenzione, la strada è quella dei template e delle risorse digitali.