Vendere corsi online: le piattaforme, come iniziare
Un corso online è un prodotto digitale con qualche complessità in più: richiede una struttura didattica, video registrati bene, materiali di supporto e, spesso, un minimo di interazione con chi lo segue. In cambio si vende a un prezzo più alto di un ebook e regge nel tempo se l'argomento non invecchia. La scelta che pesa di più sul guadagno è dove venderlo.
Questa guida spiega la differenza tra marketplace e piattaforma propria, come funziona la quota su Udemy, cosa offrono le piattaforme white-label, qual è il modello che rende meglio e come va inquadrato il fisco in Italia.
Marketplace o scuola propria
Un marketplace come Udemy mette il tuo corso in una vetrina con milioni di utenti che cercano già formazione. Non devi portare traffico, ma il prezzo è basso (le promozioni continue portano molti corsi sotto i 20 euro) e la quota che ti resta sulle vendite generate dalla piattaforma è piccola.
Una piattaforma white-label come Teachable o Thinkific ti dà la tua "scuola" con il tuo marchio, il tuo prezzo e la tua lista di studenti. Paghi un canone mensile e tieni quasi tutto il ricavo, ma il traffico lo porti tu: da un blog, un canale, una newsletter.
Udemy: pubblico grande, quota piccola
Su Udemy la ripartizione dipende da chi porta lo studente. Se la vendita arriva da una ricerca o da una promozione di Udemy, all'istruttore resta circa il 37 per cento del prezzo già scontato. Se la vendita arriva da un link o da un codice sconto tuo, l'istruttore tiene circa il 97 per cento. In pratica, Udemy conviene se lo si usa per farsi scoprire da un pubblico nuovo, non come canale di vendita principale.
Da tenere presente: nel dicembre 2025 Coursera ha annunciato l'acquisizione di Udemy, approvata dagli azionisti ad aprile 2026, con chiusura dell'operazione prevista nella seconda metà del 2026. Per ora la piattaforma funziona come prima e i corsi acquistati restano accessibili, ma le condizioni per gli istruttori potrebbero cambiare: è un motivo in più per non dipendere da un solo canale.
Le piattaforme white-label
| Piattaforma | Costo | Trattenuta sulle vendite |
|---|---|---|
| Teachable | Piano gratuito limitato, poi canone mensile | 10% sul piano gratuito, 0% sui piani a pagamento (restano le commissioni di pagamento) |
| Thinkific | Piano gratuito di base, poi canone mensile | 0% su tutti i piani (restano le commissioni di pagamento) |
| Podia | Canone mensile (nessun piano gratuito per la vendita) | 0% sui piani a pagamento |
La scelta tra queste dipende da quanto è articolato il corso e da cosa serve intorno (community, email, pagine di vendita). Per un primo corso, un piano di base di Thinkific o Teachable è sufficiente. Su come le confrontiamo, vedi come valutiamo le piattaforme.
Il modello ibrido che funziona
Il percorso più solido non è "o marketplace o scuola propria", ma i due insieme, in tempi diversi. All'inizio, quando non si ha pubblico, un corso introduttivo su Udemy serve a farsi conoscere e a raccogliere le prime recensioni. In parallelo si costruisce un canale gratuito (video, articoli, newsletter) su cui si crea fiducia. Quando il pubblico c'è, il corso principale, più completo e più caro, si vende sulla propria piattaforma a margine pieno. Udemy resta la porta d'ingresso, non la cassa.
Fisco e IVA sui corsi
Vendere in modo continuativo un corso registrato è un'attività d'impresa o di lavoro autonomo: serve la partita IVA con il codice attività adeguato. Sul fronte IVA, un corso interamente automatizzato (video preregistrati, nessun intervento del docente) è trattato come un servizio digitale: verso consumatori di altri Paesi UE si applica l'IVA del Paese dell'acquirente con il regime OSS. Un corso con lezioni dal vivo o con correzione dei compiti da parte del docente segue regole diverse, legate alla formazione. Le piattaforme che agiscono da merchant of record gestiscono l'IVA estera al posto tuo; Udemy incassa e paga lui, e ti versa la tua quota. Il regime forfettario è spesso la scelta di partenza.
Da dove iniziare
Si parte da una competenza che si sa insegnare e da un risultato concreto che lo studente ottiene alla fine ("saprai fare X"). Si struttura il corso in moduli brevi, si registra con un audio pulito (conta più del video), si pubblica una prima versione essenziale su Udemy per validare l'interesse. In parallelo si comincia a pubblicare contenuti gratuiti sullo stesso tema. Il corso "grande" sulla piattaforma propria arriva dopo, quando c'è un pubblico che si fida.
Su un marketplace come Udemy si vende a molti ma si tiene poco (circa il 37 per cento sulle vendite della piattaforma); su una piattaforma propria si tiene quasi tutto ma il pubblico va costruito. Il modello che regge è usare il marketplace per farsi scoprire e la propria scuola per vendere il corso principale a margine pieno, senza dipendere da un solo canale, tanto più ora che Udemy è dentro un'operazione di fusione con Coursera.