Affiliate marketing

Commissioni ricorrenti o una tantum: quale modello rende di più

un piccolo calendario da tavolo in legno con le pagine a spirale, in primo piano a fuoco su una scrivania scura, una moneta sfocata sullo sfondo, luce calda laterale

Non tutti i programmi di affiliazione pagano allo stesso modo. Alcuni versano una commissione unica alla prima vendita, altri una percentuale ricorrente finché il cliente resta abbonato. La differenza cambia di molto il guadagno nel tempo, ma non sempre nel modo che ci si aspetta.

Confrontare i due modelli solo guardando la percentuale porta spesso alla scelta sbagliata: quello che conta è il totale accumulato in un periodo realistico, non il numero isolato che compare nella pagina del programma.

Commissione una tantum: come funziona

È il modello più diffuso: ricevi una commissione fissa o percentuale sul primo acquisto generato dal tuo link, indipendentemente da cosa succede dopo. È il modello tipico di Amazon Associates e della maggior parte dell'e-commerce generalista. Il vantaggio è la semplicità: il guadagno arriva subito, senza dover seguire cosa fa il cliente nei mesi successivi.

Commissione ricorrente: come funziona

Tipica dei prodotti in abbonamento, soprattutto software e servizi SaaS: ricevi una percentuale a ogni rinnovo, finché il cliente resta iscritto (a volte per un periodo limitato, es. 12 mesi, altre volte senza scadenza). Vedi affiliate marketing per software e SaaS per come funziona nel dettaglio questo tipo di programma.

Un esempio di calcolo sui 12 mesi

Immagina due programmi che promuovi con lo stesso sforzo, entrambi su un prodotto da 30€/mese di valore per il cliente finale: il Programma A paga una commissione una tantum di 40€ alla prima vendita; il Programma B paga il 20% ricorrente, cioè 6€ ogni mese in cui il cliente resta abbonato.

MeseTotale accumulato, Programma A (una tantum)Totale accumulato, Programma B (ricorrente 20%)
Mese 140€6€
Mese 6, cliente ancora abbonato40€36€
Mese 7, cliente ancora abbonato40€42€ (supera l'una tantum)
Mese 12, cliente ancora abbonato40€72€

In questo esempio il modello ricorrente supera quello una tantum al settimo mese di abbonamento attivo del cliente. Ma è un calcolo che vale solo se il cliente resta abbonato tutto quel tempo: se disdice al terzo mese, il totale ricorrente si ferma a 18€, ben sotto i 40€ dell'una tantum. Il vantaggio del ricorrente dipende quindi da un dato che raramente conosci in anticipo: il tasso di abbandono medio di quel prodotto specifico.

Il confronto nel tempo: dove il ricorrente vince, dove no

ModelloGuadagno nel tempoRischio principale
Una tantumFisso, non cresce dopo il primo acquistoNessuno, il guadagno è certo alla vendita
RicorrenteCresce finché il cliente resta abbonato, può superare l'una tantum dopo alcuni mesiIl cliente può disdire l'abbonamento e interrompere il flusso

Una commissione ricorrente del 20-30% su un abbonamento mensile può superare in valore una commissione una tantum più alta dopo qualche mese di abbonamento attivo del cliente, ma solo se il prodotto ha un tasso di abbandono basso: su servizi con alta disdetta, il vantaggio si riduce molto o sparisce. Vedi come valutiamo le piattaforme.

Quale modello scegliere in base al tipo di contenuto

Se scrivi contenuti su prodotti fisici o acquisti occasionali, l'una tantum è quasi l'unica opzione disponibile e va bene così. Se scrivi contenuti rivolti a professionisti o piccole aziende (software, strumenti di lavoro), vale la pena cercare programmi ricorrenti: richiedono più pazienza all'inizio, ma rendono di più a chi mantiene i contenuti online per anni, non per settimane. In entrambi i casi, prima di scegliere vale la pena chiedere al programma stesso (o cercare nella sua documentazione pubblica) qual è il tasso di rinnovo medio dei clienti: è il dato che rende affidabile o meno il calcolo fatto sopra.

Una commissione ricorrente rende di più nel tempo solo se il cliente resta abbonato per diversi mesi: su un prodotto a bassa fedeltà, una commissione una tantum più alta può valere di più. La scelta dipende dal tasso di abbandono reale del prodotto che promuovi, non da quale modello sembra più conveniente sulla carta.